Tutte le domande che non avete mai osato chiedere sul problema della IPP Induration Penis Plastica, pene curvo, disfunzione erettile, malattia di Peyronie. Domande e risposte preliminari per un primo approccio al problema, senza troppi pensieri.
Ecco le domande più frequenti che ci hanno rivolto e le risposte dello specialista.

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D. Ho una placca sul dorso del pene che in erezione lo fa curvare in su di 70° posso ottenere risoluzione della placca?

R. La risoluzione della placca è evento non garantibile. In una percentuale di pazienti avviene. Le terapie a disposizione garantiscono la stabilizzazione della patologia, un miglioramento nel tempo.

D. Perché viene utilizzato  IonoBrea IDRO nella malattia di La Peyronie?

R. IonoBrea IDRO è stato progettato per eseguire una terapia loco-regionale costante a livello della tonaca albuginea; in quanto recenti studi scientifici dimostrano che la placca fibrotica è l'evoluzione di un processo infiammatorio che interessa tutto il rivestimento dei corpi cavernosi.                                                                                                                     Gli elettrodi di  IonoBrea IDRO (brevetto internazionale) assicurano la veicolazione e l'assorbimento del farmaco su tutta l'area patologica.                                                        IonoBrea IDRO rappresenta un'alternativa alle infiltrazioni a livello della placca peniena, evitando l'azione invasiva e dolorosa dell'ago e limitando gli effetti sistemici del farmaco.

D. Che farmaci dovrei utilizzare per la terapia Iono-Idroforetica, a che dosi e per quanto tempo?

R. Nella maggioranza dei casi viene utilizzato il verapamil (nome commerciale Isoptin fiale), alla dose di una fiala per applicazione, o pentossifillina (nome commerciale Trental fiale) mezza fiala per applicazione, in alcuni casi vengono utilizzati anche cortisonici (Bentelan fiale). Sono consigliate almeno 3/4 applicazioni settimanali, associate all' assunzione quotidiana di antiossidanti (Vitamina E, Propoli, Mirtillo). La durata della terapia è soggettiva, in base alla regressione del processo infiammatorio instauratosi.  

D. IonoBrea IDRO che risultati ha dato?

R. L'apparecchio IonoBrea IDRO ha dato buoni risultati terapeutici evidenziati sia ecograficamente con la regressione della placca, che dal grado di soddisfazione dei pazienti. Comunque è di estrema importanza sottolineare che la recente letteratura scientifica ha riportato risultati clinicamente evidenti nei casi trattati con la terapia topica associata alla terapia orale con antiossidanti specifici assunti giornalmente.(Terapia Multimodale).

D. Se non si individua una placca si può ipotizzare che la placca si stia ancora formando/calcificando?

R. Recenti studi dimostrano che la malattia presenta tre fasi evolutive: periodo post-traumatico acuto - fase di rimodellamento infiammatorio - fase di stabilizzazione.

La prima fase è caratterizzata da un breve periodo di circa 2 settimane, dove in seguito all'estravaso di sangue, la fibrina e l'accumulo di piastrine, si verifica un richiamo di cellule infiammatorie, macrofagi e linfociti. Durante questo breve periodo, nessun nodulo del pene è palpabile e nessuna placca è visibile all'ecografia.                                                        

La fase successiva che dura circa 12-18 mesi è la fase di rimodellamento infiammatorio che causa il degrado dei tessuti, in questa fase si verifica una rapida crescita della placca, spesso associata a dolori e curvatura del pene; la placca tende a consolidarsi gradualmente e diventare sempre più fibrosa, fino a mostrare una o più aree di calcificazione, e si osserva quasi sempre un aumento dell'angolo di curvatura.

Nella terza fase la malattia si stabilizza, il dolore è assente, la deformazione del pene è stabile e la fibrocalcificazione della placca è praticamente completa; di conseguenza, i noduli sono sempre chiaramente palpabili.

D. E’ sempre opportuno l’ intervento chirurgico per curare la malattia del pene curvo?

R. L'intervento chirurgico serve solo a raddrizzare il pene, ma NON CURA LA MALATTIA. La malattia è caratterizzata dalla trasformazione fibrosa (cicatriziale) delle tuniche che ricoprono i corpi cavernosi. Questo determina l'incurvamento del pene. Quindi è chiaro che la terapia della malattia consiste nel "medicare" le tuniche dei corpi cavernosi.

D. Quanto tempo deve durare la terapia per la malattia del pene curvo?

R.La malattia di Peyronie (PD) è un'infiammazione cronica della tunica albuginea dei corpi cavernosi. Lo stress ossidativo svolge un ruolo fondamentale nella  Patogenesi della Peyronie e ne influenza la sua progressione. Negli ultimi anni l'uso di antiossidanti nel trattamento della PD ha dato risultati clinicamente significativi;in quanto tali sostanze terapeutiche interferiscono a diversi livelli sui meccanismi patogenetici della malattia. Oggi la letteratura scientifica ha dimostrato che la terapia combinata è una strategia di trattamento efficace, in grado di curare la Peyronie nello stadio iniziale, ottenendo risultati migliori rispetto a quelli tradizionalmente ottenuti con una singola sostanza. Pertanto la durata della terapia è soggettiva e dipende dalla regressione del processo infiammatorio.   

D. Sono utili/opportune le onde d’ urto(ESWL) nella terapia dell’ IPP?

R. L'ESWL non risulta abbia dato particolari e convincenti risultati, peraltro ,siccome la malattia è cronica, altrettanto cronica deve essere la terapia, e, come sappiamo, le ESWL non possono essere applicate tutti i giorni o almeno tre volte alla settimana. Recenti studi hanno dimostrato che non hanno efficacia sulla riduzione della placca, ma solo sul (eventuale) dolore.

D. Vi sono in commercio farmaci specifici per curare l’IPP?

R. Ad oggi non è stato individuato un solo presidio farmacologico per la cura definitiva dell’IPP. I successi più confortanti si sono ottenuti con un cocktail di sostanze che unite hanno un sinergismo favorevole; tali sostanze possono riassumersi principalmente in: antiossidanti specifici (estratto di Propoli e Mirtillo ad alti dosaggi), Vitamina E, Pentossifillina,Verapamil, Diclofenac gel, Tribulus Terrestris, Ginko Biloba, Silimarina.

D. Un'area del pene con fibrosi parziale del corpo cavernoso, può gia essere considerata IPP?

R. Se la ecografia dimostra una zona fibrotica nel corpo cavernoso causata da traumi, poco importa l’etiologia primaria (IPP) o secondaria (traumi). La fibrosi va in ogni caso curata.

D. Mi sono accorto di una improvvisa curvatura del pene, avverto un piccolo cordoncino duro; quale terapia intraprendere?

R. Dal punto di vista terapeutico i migliori risultati si ottengono con le politerapie, possibilmente somministrate per os e localmente. Studi recenti tutti italiani dimostrano l’efficacia di alcune sostanze che sono state testate in doppio cieco ecc., cioè secondo i più rigorosi criteri scientifici. Lo schema terapeutico che scaturisce da questi studi è il seguente:

  • Propolberry 3P 1 cpr die ( si tratta di un abbinamento tra la galangina della propoli e gli antocianosidi del mirtillo. Tale abbinamento è stato valutato dall’istituto di farmacologia dell’Università di Firenze e definito attivo
  • Vitamina E, 600 mgr die ( studi seri dimostrano paradossalmente che la vit E da sola non è efficace sull’IPP o sulla fibrosi, mentre funziona da catalizzarore delle sostanze sopra descritte)
  • Ionoforesi con Verapamil o Idroforesi con Pentossifillina, almeno tre-quattro volte alla settimana.

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